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June 21 Heineken Jammin' FestivalEcco a voi un piccolo report della giornata trascorsa all'Heineken Jammin' Festival. Si parte presto, Lukish come sempre una sicurezza al volante della sua fedele Punto, al fianco il suo fido fratello Matte (d'ora in poi, confidenzialmente, sarà Ciccio), mentre dietro a far casino e a tartassare le palle di Lukish ci siamo io e Zod. Alle 8 prima tappa, all'autogrill, e già partono le prime bevute di birra che non si concluderanno praticamente mai durante tutta la giornata, salva eccezione per le esibizioni sul palco. Si arriva al Parco Giuliano verso le 10e30, causa di qualche scorciatoia sbagliata, ma alle 11 siamo già dentro, carichi come non mai. L'ambiente è incredibile: verde ovunque, gente dappertutto, stand sparsi qua e là che donavano gadget, ti permettevano di coricarti su un amaca o ti offrivano un massaggio. Di qua qualche campo da calcio, di là un serie di campetti da basket, più in là ancora dei campi da beach volley. C'è di tutto. Noi però ci indirizziamo verso il mainstage immediatamente, attratti dall'immenso palco. Arrivati là, alle 11e30, scopriamo che c'è la cosidetta “vasca”, la zona privilegiata sotto il palco cui si può accedere solo con il braccialetto, riservata a 1500 fortunatissime persone. Un po' delusi per non esser arrivati prima, scopriamo invece che i braccialetti devono ancora essere distribuiti, e speranzosi ci mettiamo in coda (che è fatta ad anello, alla fine del quale distribuisco l'ambito premio), con dei ragazzi veneti sfegatati per Iggy Pop a farci compagnia. Dopo un po' (le voci girano in mezzo alla folla in coda) scopriamo un notizia interessante: la coda che stiamo facendo è già stata fatta una volta dai primissimi arrivati all'apertura dei cancelli, e adesso c'è chi rifà l'anello di fila per cercare di prendere l'accesso alla vasca. E qui Zod ha l'idea geniale: si avvicina ai ragazzi che distribuiscono i braccialetti e gli dice se non può darcene 4 visto che avevamo già fatto la coda prima. Lecchiamo un po' il culo e voilà, il gioco è fatto. Cinque minuti di coda e i braccialetti sono nostri! Siamo dei geni del male! Dopo questa piccola impresa da degni italiani, ci diamo al cazzeggio più totale, tanto con i braccialetti potevamo accede all'area sotto il palco quando ci pareva e piaceva, uscendo ed entrando a nostra discrezione ... spettacolo! Passiamo ora ai concerti: si inizia sul mainstage con gli Home, band composta da tre elementi, influenzata da Beatles, Rolling Stone, Hendrix, con una spruzzata di sano rockabilly; canta il batterista, che oltre ad avere una bella voce, si esibisce in discreti virtuosismi vocali mentre suona con efficienza ed abilità la batteria: davvero bravo! I secondi a salire sul palco sono i To Ed Gein, gruppo hardcore sardo con due cantanti, ottimi sul palco, con energia da vendere e bravissimi a trascinare il pubblico con un genere che piace a pochi, tutto sommato. Grandissimo il cantante, alla fine, che uscendo a detto: “Se l'hardcore può arrivare all'Heineken, allora può fare tutto”. I terzi sono i Teatro degli Orrori; genere particolarissimo, un rock parlato in maniera “scazzata”, come se fosse una conversazione fra il cantante e non si sa chi; i testi sono bellissimi, contenuti forti mischiati a piccoli sprazzi di follia; purtroppo però la gente è ignorante e inizia a fischiarli ed inneggiare i Linkin. Io mi chiedo che cazzo ci vai a fare ad festival se vuoi sentire un gruppo solo ... Usciti dallo stage i Teatro degli Orrori, è la volta dei Linea 77, sotto quello che si può definire senza errori un caldo africano. L'esibizione dei torinesi è come al solito spettacolare, l'energia che hanno sul palco è unica e le canzoni sono scelte bene, un giusto mix fra l'album nuovo e i vecchi “classici”. Finisco i Linea e ci allontaniamo per un po' dalla vasca, per riposarci un po' le orecchie mentre sul palco si esibisce Iggy Pop. Finiamo su una comodissima collinetta a 500m dallo stage, così comoda che mi permetto pure un pisolo restoratore in attessa dei Queens Of The Stone Age. Qua arriva il loro turno, i QOTSA entrano più scazzati che mai: passo rilassato, sigaretta in bocca per Josh Homme. Quando poi però si tratta di cominciare a far del casino si danno da fare, pur mantenendo una postura composta ed uno stile che a me ricorda molto il southern rock. Bell'esibizione, impreziosita dalla presenza dei vecchi pezzi come Little Sister e No One Knows affiancata ai nuovi brani, su tutti 3's & 7's e Turning On The Screw. L'unica cosa un pochino deludente è il nuovo batterista: Joey Castillo non è all'altezza dei brani eseguiti a suo tempo da Dave Grohl e si sente soprattutto alla fine, in A Song For The Dead, dove sbaglia qualche stacchetto, poi accelera troppo per poi essere costretto a rallentare un pochino nella potentissima rullata a conclusione della canzone. Finisco i QOTSA e certa gente si dimostra ancora una volta ignorante, inneggiando ancora i Linkin Park un secondo dopo che i QOTSA sono usciti dal mainstage. Ma andateve a fanculo, ragazzi di merda!!! Quando arriva il turno dei Linkin, gli attesissimi, Lukish e Ciccio rimangono nella vasca mentre io e Zod andiamo fuori per riposarci un po' e guardare al maxischermo, in attesa più o meno trepidante dei Sex Pistols, sul secondo stage. Dico più o meno trepidante per la semplice ragione che da una parte ero ansioso di vedere una della band che ha cambiato il volto del rock e che a creato il punk, a me tanto caro; dall'altra parte invece temevo una esibizione scadente. Così non è stato. Un esibizione ottima, con l'unica pecca di aver tenuto per ultime God Save The Queen e Anarchy In The UK, trascinando fino all'estremo l'attesa per i cavalli di battaglia. Un ultima nota: mentre siamo li che ci guardiamo le cariatidi, di fianco a noi c'è il cantante dei Linea77, con cui allora attacchiamo bottone per fare una foto assieme. Lui è più astuto ancora e mi scrocca una sigaretta! Che figata, il cantante dei Linea mi ha fottuto una sigaretta! :D Però poi ho anche avuto l'onore di farmela accendere da lui ... :D
Hola guys! Stay rock! ps: a breve foto sul blog! June 15 Sfrattato!Home sweet home.
Da domani verrò sfrattato per un paio di settimane da casa mia.
Gli abitanti dello splendido condomio di via Crotti, colpiti da un improvvisa fobia di spaccarsi le gambe tutto d'un botto, hanno deciso che era NECESSARIO mettere un ascensore nel palazzo: il risultato? Le scale vecchie vanno distrutte per far spazio al nuovo, strettissimo ascensore e io non potrò accedere alla mia casuccia per la piccolezza di 15 giorni.
Dove dormirò, penserete? Non sotto un ponte, grazie a dio, ma a casa della mia amata zietta, che pur offrendomi una camera degli ospiti con bagno e vasca idromassaggio non mette a disposizione una connessione ad internet. Metterò una lettera di protesta nella cassetta dei suggerimenti al più presto.
Quindi, il vostro Vezz sarà difficilmente reperibile online in questi giorni, a meno che riesca a sfruttare la connessione al lavoro, a scuola oppure qualche babbo che non protegge la sua wireless.
Vedremo.
Goodbye my friends! See you soon! June 08 Caro diario, non ho nulla da dirti.Eccomi, oltre un mese dopo il mio ultimo intervento, sul mio bistrattato blog. Lo tratto male ultimamamente, gli dedico poco tempo e pochi pensieri, a lui che s'è rivelato così utile in passato, e così rivelatorio certe volte. Non averne a male, compagno di meditazione!
La ragione è semplice: il tempo scarseggia ultimamente nella mia vita. E' forse per la prima volta nella mia vita non è solo un banale clichè da ripetersi durante il periodo degli esami, ma una realtà con cui mi trovo a convivere; il lavoro, lo studio, il gruppo, l'arianna e gli amici. Come sempre non riesco e non voglio dare priorità ad una cosa a discapito di un altra (sebbene chiaramente ogni cosa abbia il suo peso), per cui mi trovo certe volte a dover dire "no" a malincuore. Un classico esempio sono gli amici che si lamentano, scherzosamente spero, che non mi faccio mai vedere. E' un periodo così, passerà. Mi consola il fatto che nonostante l'agenda sempre fitta di impegni, la mia vita merita un voto ampiamente positivo. Il lavoro è interessante, e comincia a darmi le prime soddisfazioni, il gruppo vive un felice periodo fitto di impegni, gli amici sono fantastici come sempre e l'arianna ... beh, se volete sapere di lei domandate in privato!
Insomma, tutto per il meglio direi.
La cosa strana è che quando le cose filano bene hai poco da rivelare a te stesso. Ed è una cosa che mi tocca, e che mi delude un pò. Esser qua nel mio amato blog con poco da dire. C'è stato un periodo in cui scrivevo ogni settimana, e scavavo a fondo nei miei pensieri grazie a questo diario virtuale. Ho scoperto sfaccettature di me stesso che non conoscevo, e riflettendo mentre scrivevo ho capito aspetti di certe persone che fino a quel momento non avevo focalizzato.
Forse è stasera che va così. Forse è oggi che non ho l'ispirazione. Chissà.
Saluti miei cari (neuroni). Al prossimo intervento, più interessante di questo si spera! |
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